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Perché un viaggio in bicicletta? |
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di Massimo Malaguti
Il viaggio in bicicletta ha una dimensione prospettica tutta sua, è un modo di viaggiare capace di sbalordire chi non l'ha mai provato. Chi affronta per la prima volta questo tipo di vacanza molto spesso è timoroso. "Spero di farcela"... in molti anni di attività penso sia una delle frasi più comuni che mi sono sentito rivolgere. Ma poi una volta in sella, ogni paura svanisce e ci si fa prendere da quel senso di libertà e da quel contatto più autentico con persone e luoghi che la bicicletta sa dare. La sensazione più diffusa che mi viene riportata al termine di una vacanza in bicicletta (e che io stesso continuo ogni volta ad avvertire) è che sia trascorso un tempo molto più lungo rispetto a quello effettivo. Questa percezione dilatata del tempo aiuta a staccare
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"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi"
- Marcel Proust
completamente dalla routine quotidiana e a far sì che questo tipo di vacanza sia profondamente rigenerante, dal punto di vista fisico e mentale. Il contatto che si ha con le persone, la natura, gli odori e i rumori che si incontrano e si percepiscono durante la pedalata, è diverso da quello che si potrebbe normalmente avere spostandosi con mezzi diversi dalla bicicletta e certamente ci aiuta a comprendere meglio e in maniera più approfondita un territorio. La vacanza in bicicletta è estremamente aggregante, e in tanti anni passati ad accompagnare gruppi, ho visto nascere amicizie profonde.
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